Una volta sembrava tutto così semplice. Bastava comprare una televisione al LED, e tutti erano contenti. D’altro canto, insomma: erano presenti ancora gli LCD e il Plasma all’epoca, avviando una discussione sulle differenze di colorazioni e luminosità che è andata avanti per molto tempo. Perciò non è poi così strano vedere delle televisioni che utilizzano la tecnologia Quantum Dot, Mini LED, QLED, NanoCell…e ora abbiamo a che fare anche con le televisioni QNED.

Vediamo dunque di definire quest’altra categoria di televisioni per meglio comprendere la differenza che c’è fra un modello e l’altro.

Cominciamo col dire che sono in arrivo due tecnologie di QNED sul mercato: una è da parte di LG e l’altra è da parte della Samsung. In questo piccolo argomento parleremo dei modelli offerti da LG, il quale ha messo a punto questa tecnologia specificatamente per i Mini LED.

La tecnologia dei Mini LED è già famosa: è fatta appositamente per illuminare e offrire un raggio più ricco di colori scuri e chiari. Questo è dovuto al fatto che vengono usati LED più piccoli e meglio compatti, nel mentre le normali TV al LED soffrono sempre del solito problema di non essere uniformemente luminoso o scuro quando è necessario. Ovviamente partendo da questa base varie case hanno attuato diverse metodologie per dare ai loro prodotti giusto quella spinta in più per presentare modelli unici.

Per quel che riguarda la LG, il QNED è il prossimo essenziale passo per offrire una TV al LED capace di ridurre ancor di più la distanza che c’è fra questi Display e quelli basati su OLED. Si tratta d’una tecnologia che implementa molte delle idee già presenti sul mercato, compresa la già esistente NanoCell e Quantum dot. Il modo in cui funziona è semplice: l’implementazione dei Mini LED presenti nella TV è resa molto più indispensabile, tanto da essere sfruttati anche per l’illuminazione e per l’attenuazione delle zone scure. Insomma, invece di lavorare come un tutt’uno, è capace di funzionare a piccole zone.

LG non ha ben dichiarato in che quantità sono disposte queste zone per tutti i loro modelli, ma per fare un buon esempio, in un modello da 86 pollici con risoluzione 8K saranno presenti 30 mila Mini LED per tutta la tipica zona di visione, e circa 2500 Mini LED impegnati per l’attenuazione delle zone luminose o scure. Questo serve ovviamente per ridurre l’impatto d’un immagine troppo scura o sgranata nelle colorazioni, così come può evitare di arricchire troppo l’illuminazione d’una zona particolare.

Possono davvero combattere gli schermi ad OLED? Il punto è che queste due tecnologie sono molto differenti. Per fare un esempio uno schermo OLED ha ben 33 milioni di Pixels. Non si parla di 30 mila, 100 mila LED o altro. Questo perché questi Display sono capaci di fornire energia singolarmente a ogni Pixel per dare vita all’immagine che dobbiamo vedere sullo schermo. Questo significa che le televisioni OLED hanno un controllo esageratamente vasto e superiore rispetto a qualsiasi TV su base LED, qualcosa che probabilmente sarà difficile se non impossibile da ottenere per una tecnologia simile.

Detto ciò, il QNED comunque aiuta a ridurre queste differenze, rendendo questa divisione fra le due tecnologie sempre più sottile. In fondo gli OLED non vengono sempre visti bene per due faccende: il consumo energetico e il loro costo generale. Non esattamente fattori tecnici negativi: così come ora, queste televisioni rappresentano l’apice della qualità visiva.

Ma bisogna comunque e sempre dire che alla fine dei conti, una TV al LED d’ultima generazione e con un pannello d’ottima qualità è sempre capace di offrire un esperienza visiva eccellente. Ed il QNED, sicuramente, non farà che rendere questo un divertimento ancora più coinvolgente.